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L’art.33 del D.lgs. 105/2015 ha abrogato il D.M. 293/2001, il cui art.6 obbligava l’Ente a predisporre il Piano di Emergenza Portuale di Civitavecchia.

L’Autorità Portuale ha applicato Il D.M. n.293 del 16.05.2001 alla circoscrizione portuale di Civitavecchia, al fine di prevenire i rischi industriali connessi con determinate sostanze pericolose ed ai fini della limitazione delle loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente, in adempimento al disposto dell'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334.

L’istruttoria relativa alla redazione del Rapporto Integrato di Sicurezza Portuale (R.I.S.P.), iniziata nel 2005 si è interrotta con l’entrata in vigore del sopracitato D.lgs. 105/2015. Tale istruttoria era curata da una Conferenza dei Servizi istituitasi nel 2005 composta da rappresentanti di:

  • Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Roma;
  • Azienda Sanitaria Locale RM/F;
  • ARPA Lazio;
  • INAIL (ex ISPESL);
  • Prefettura di Roma;
  • Regione Lazio;
  • Provincia di Roma;
  • Comune di Civitavecchia;
  • Capitaneria di Porto di Civitavecchia.

Sulla scorta dell’istruttoria del R.I.S.P. e degli elementi territoriali vulnerabili per il Porto di Civitavecchia, è stata effettuata la valutazione di compatibilità territoriale tramite delle diverse attività portuali attraverso:

  • la categorizzazione del territorio con riferimento alla descrizione contenuta nella Tabella 1 dell’Allegato al D.M. LL.PP. 9 maggio 2001, differenziando tale categorizzazione in base all’indice di fabbricazione e in base alla specifica destinazione d’uso degli edifici presenti;
  • a localizzazione degli stabilimenti a rischio di incedente rilevante anche con riferimento alle aree ad essi limitrofe, entro le quali non sono presenti manufatti o strutture in cui sia prevista l’ordinaria presenza di gruppi di persone;
  • la rappresentazione dell’inviluppo delle aree di danno dei singoli scenari incidentali e dei relativi effetti che questi possono avere sul contesto antropico circostante (elevata letalità, inizio letalità, lesioni irreversibili, lesioni reversibili), con le probabilità di accadimento.

Inoltre, l’Autorità ha redatto il Piano di Emergenza Portuale (P.E.P.), inoltrato nel 2014 alla Prefettura di Roma, dove sono stati indicati per il porto di Civitavecchia:

  • le misure per controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzare gli effetti e limitare i danni per l'uomo, per l'ambiente e per le cose;
  • la procedura di attivazione di tutte le misure di protezione dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
  • le misure per il rapido ripristino delle condizioni di sicurezza operative dopo incidente rilevante.

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