


La Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) è una procedura che mira a prevenire i potenziali impatti ed effetti che la realizzazione di progetti ed opere antropiche potrebbero produrre sull'ambiente. La V.I.A. si struttura infatti sul principio dell'azione preventiva, allo scopo di individuare, descrivere e valutare gli effetti diretti ed indiretti di un progetto sulla salute umana e su alcune componenti ambientali quali la fauna, la flora, il suolo, le acque, l’aria, il clima, il paesaggio e il patrimonio culturale e sull’interazione fra le diverse componenti.
In particolare, per quanto attiene il Porto di Civitavecchia, è stata approvata la Variante al Piano Regolatore Portuale di Civitavecchia attraverso il Decreto di V.I.A. n.2935 del 22.12.1997 e n. 4 del 09.02.2010, con cui, tra l'altro, sono state stabilite una serie di prescrizioni ambientali e di opere di riqualificazione.
Riqualificazione Ambientale della Pineta "La Frasca"
L’obiettivo di tale progetto è quello di inquadrare il contesto geologico e geomorfologioco delle aree interessate dagli interventi strutturati finalizzati alla riqualificazione ambientale della pineta “La Frasca” nelle immediate vicinanze del porto di Civitavecchia.
Sono stati previsti diversi interventi:
Progetto di espianto e reimpianto della Posedonia oceanica
Il progetto di espianto e reimpianto della Posidonia oceanica nel tratto costiero laziale compreso fra Punta Sant'Agostino e Santa Marinella rientra tra gli adempimenti connessi alle opere di ampliamento dell'area portuale di Civitavecchia e costituisce una fase essenziale per il riequilibrio e la mitigazione dell'impatto ambientale conseguente ai piani di sviluppo in atto.
Nell'ottica di una coscienza collettiva sempre più sensibile ai problemi ambientali e alla preservazione del territorio, la Posidonia oceanica viene oggi protetta e tutelata dalle normative europee (Direttive 92/43 Unione Europea) e nazionali (Decreto Legge n. 93 del 23/3/2001). Il litorale laziale a ridosso della città di Civitavecchia è una zona con un equilibrio ambientale estremamente delicato. La bellezza e la vocazione turistica del luogo convivono con realtà industriali importanti, quali la centrale termoelettrica Enel, le zone di stoccaggio idrocarburi e il porto di Civitavecchia, solo per citarne alcune. Per questa ragione, nel delineare i piani di sviluppo del territorio, la Pubblica Amministrazione locale dedica molte risorse ed energie alla preservazione delle caratteristiche ambientali dei luoghi.
Le praterie sommerse di Posidonia oceanica, pianta fanerogama endemica del Mar Mediterraneo, rivestono un ruolo di grande rilevanza nei sistemi costieri. Esportano grandi quantità di biomassa, costituiscono siti di fissazione biologica del Carbonio, contribuiscono all’ossigenazione delle acque e al consolidamento dei fondali, ospitano numerosi organismi appartenenti a diversi livelli trofici e ammortizzano gli effetti dovuti all’erosione costiera. La notevole sensibilità di questa pianta ai cambiamenti ambientali, la pone al centro di numerosi monitoraggi e progetti di ricerca. L’area di Civitavecchia (Lazio, Tirreno centrale) presenta “semi-praterie” e “praterie molto rade” e la regressione osservata negli ultimi decenni rende fondamentale un piano di monitoraggio con cadenza regolare che questa amministrazione sta effettuando (caratterizzazione fenologica, lepidocronologica, balisage, etc)
Per garantire la continuità della rete Ecologica Natura 2000, l'Autorità Portuale di Civitavecchia ha dunque disposto che trecentomila talee di Posidonia oceanica venissero espiantate dalle aree potenzialmente interessate dalle opere di dragaggio e di imbonimento previste per la realizzazione del “I lotto funzionale delle Opere Strategiche per il porto di Civitavecchia” e reimpiantate nel tratto costiero fra Punta del Pecoraro e Santa Marinella.
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