


La stazione di misura ha una struttura di supporto in acciaio inox (AISII 316) ed è stata ancorata presso la banchina n.26, in posizione baricentrica rispetto all’attuale estensione del porto commerciale di Civitavecchia.
Tale stazione di misura è dotata di una sonda multiparametrica di ultima generazione in cui sono integrati sensori per la misura della qualità chimico-fisico- biologica delle acque (conducibilità, salinità, temperatura, densità, ossigeno disciolto, pH, torbidità e fluorescenza della clorofilla a).
I sensori sono connessi ad un datalogger che le trasforma le misurazioni in grandezze fisiche e le memorizza nella propria memoria di massa. I dati acquisiti, a mezzo del sistema GSM Wavecom, sono trasmessi al Laboratorio di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina dell’Università degli Studi La Tuscia che provvederà ad elaborarli, a validarli e ad inviarli al Centro Elaborazione Dati dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, al fine di poter essere visualizzati, come serie temporali, nelle apposite sezioni di questo Portale Informatico.
Tali dati sono di fondamentale importanza per la comprensione dei sistemi ecologici ed oceanografici e per definirne l’evoluzione nel tempo.
La strumentazione di misura fissa rappresenta inoltre un punto di calibrazione fondamentale per lo sviluppo di modelli numerici di simulazione della propagazione di sostanze potenzialmente inquinanti, nonché di simulazione delle principali dinamiche oceanografiche.
I parametri chiave oggetto dei rilevamenti sono i seguenti:
Temperatura
La temperatura insieme ad altri fattori come la salinità è molto importante nella determinazione dei movimenti delle masse di acqua del mare, che a loro volta influiscono direttamente sui processi di riossigenazione delle acque e sulla rimessa in circolo dei nutrienti. Inoltre la temperatura influenza altri parametri come la densità, la viscosità, l’ossigeno ed il pH dell’acqua di mare. Poiché ciascun organismo tollera un campo di temperatura, la presenza di variazioni di temperatura anomale può alterare i processi metabolici portando, in casi limite, l’organismo alla morte.L’osservazione della variazione della temperatura superficiale serve anche per definire la diffusione di masse d’acqua a caratteristiche fisiche differenti nel corpo recettore, e quindi ci consente di controllare l’inquinamento di tipo fisico che si verifica quando processi industriali utilizzano acqua di mare per raffreddare gli impianti produttivi.
Conducibilità
La conducibilità e` una misura del movimento delle cariche elettriche in un corpo solido,liquido o gassoso sottoposto a un campo elettrico. Nei liquidi che contengono elettroliti (sali, acidi,basi) dissociati in soluzione, le cariche sono rappresentate da ioni. I liquidi puri come l'acqua distillata hanno un conducibilità molto bassa, mentre l'acqua di mare essendo una soluzione di acqua e sali disciolti, ha una conducibilità piuttosto elevata. L'unita` di misura di tale variabile e` il microsiemens che equivale a 10-6 siemens. La misurazione della conducibilità dell'acqua di mare e`molto importante, perché su di essa si basa la determinazione del valore di salinità.
Salinità
La salinità esprime la quantità in grammi di sali contenuti in un chilogrammo di acqua di mare. La misura si fornisce in per mille (‰) e si riferisce ad acqua di mare filtrata per eliminare ogni tipo di sospensione. Il Mediterraneo presenta dei valori che variano dal 37‰ nella parte occidentale, al 39‰. nella parte orientale. Il metodo più usato per misurare la salinità è però quello basato sulla conducibilità elettrica. La salinità è un fattore molto importante per la vita degli organismi marini e per la loro distribuzione, in quanto ogni organismo può tollerare variazioni di questo parametro solo entro certi limiti. Da ciò risulta che ogni forma di inquinamento che alteri questo parametro produrrà modificazioni sulla composizione faunistica e floristica dell’area interessata. La misurazione della salinità è molto importante, infatti attraverso la sua misurazione possono essere evidenziati scarichi di acqua dolce a causa della stratificazione che si verrà a creare tra le masse di acqua aventi densità differente.
Ossigeno disciolto
L'ossigeno e` un gas fondamentale per la vita in quanto e` il gas indispensabile per la respirazione. La massima quantità di O2 si trova presso la superficie e diminuisce andando in profondità. Ciò e` dovuto all'equilibrio tra produzione di O2 per attività fotosintetica e consumo di O2 per la respirazione. In superficie prevale la produzione, mentre in profondità non c'è più produzione ma solo consumo . Una forte diminuzione del valore di O2 si ha anche nei casi di inquinamento da idrocarburi, a causa sia dell'intensa attività batterica che comporta consumo di O2 sia per la presenza dello strato di petrolio che impedisce lo scambio di O2 tra aria ed acqua. Diminuzioni del valore di O2 avvengono anche nei casi di inquinamento organico a causa dell'attività batterica. Da ciò risulta come la misura di questo parametro sia molto importante per la caratterizzazione dello stato di trofia del mare e nelle valutazioni di alterazioni a carico dell'ambiente marino.
Concentrazione idrogenionica (pH)
Misura l'acidità o basicità del mezzo. Nell'acqua di mare il valore del pH si aggira fra 7.5 ed 8.4 ed i valori massimi si trovano in superficie dove la CO2 viene continuamente rimossa dai vegetali per la fotosintesi. Il pH e` influenzato dalla temperatura, pressione e salinità. L'aumento di temperatura e pressione determinano una leggera diminuzione del pH. L'acqua di mare comunque ha una notevole capacita` tampone e pertanto contiene le oscillazioni di pH in limiti relativamente ristretti. Questo fa si che significative differenze dei valori di questo parametro si hanno solo in presenza di particolari situazioni di alterazione ambientale, come nei casi di inquinamento chimico o nelle zone dove sono presenti immissioni di acqua dolce.
Torbidità
La radiazione luminosa principale che si propaga dalla superficie del mare è quella proveniente dal sole e produce oltre all'effetto termico diretto, le reazioni fotochimiche indispensabili per la vita degli organismi autotrofi. Nell'ambiente acquatico la luce subisce notevoli modificazioni sia nell'intensità, che nella composizione spettrale. Le radiazioni più assorbite sono quelle al di sopra di 620 nm e al di sotto di 400 nm. Il materiale sospeso non solo fa diminuire l'intensità luminosa complessiva condizionando la trasparenza dell'acqua , ma fa anche variare l'assorbimento delle singole componenti. L'assorbimento varia in funzione della trasparenza delle acque; in acque costiere poco trasparenti la luce è ridotta all'1% del suo valore di superficie a circa 25 m di profondità, mentre nelle acque trasparenti della platea continentale tale valore e` raggiunto a -60 m. La conoscenza della profondità di penetrazione della luce rappresenta un dato molto utile per individuare il grado di trofia di un ambiente al momento della misura. Insieme ad altri elementi consente la conoscenza delle potenzialità produttive dell’ambiente marino. L’osservazione della torbidità dell’acqua di mare permette di valutare l’intorbidimento dell’acqua stessa, che può dipendere da fenomeni di eutrofizzazione collegati ad inquinamento di tipo organico.
Fluorescenza della Clorofilla a
In ambienti acquatici la misura della clorofilla a è utilizzata come indicatore di biomassa autotrofa in quanto rappresenta il pigmento indispensabile per il processo di fotosintesi per tutti gli organismi autotrofi. La clorofilla a costituisce l’1-2% del peso secco della sostanza organica delle alghe. Dalla misura della clorofilla è così possibile risalire al contenuto di sostanza organica utilizzando fattori di conversione. Il rapporto tra carbonio organico e clorofilla varia tra le specie, in funzione delle diverse condizioni fisiologiche ed ambientali . I metodi generalmente utilizzati per l’analisi della clorofilla sono quello spettrofotometrico e quello fluorimetrico. I metodi spettrofotometrico e fluorimetrico sono largamente utilizzati per indagini di campo. La tecnica fluorimetrica, fino a 50 volte più sensibile di quella spettrofotometrica, consente l’utilizzo di volumi ridotti di campione e la misura della clorofilla in vivo.
I parametri di cui sopra sono stati monitorati, conformemente a quanto disposto e determinato dai competenti Ministeri, sino al 31.12.2017 (Provvedimento Direttoriale DVA-DEC-2017-00003 del 12.01.2017).
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