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Progetto di espianto e reimpianto della Posidonia oceanica

Il progetto di espianto e reimpianto della Posidonia oceanica nel tratto costiero laziale compreso fra Punta Sant'Agostino e Santa Marinella rientra tra gli adempimenti connessi alle opere di ampliamento dell'area portuale di Civitavecchia e costituisce una fase essenziale per il riequilibrio e la mitigazione dell'impatto ambientale conseguente ai piani di sviluppo in atto. La Posidonia oceanica è una pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo appartenente alle fanerogame marine. Colonizza la zona infralitorale, cioè a ridosso della costa, dai 30-35 metri sino ad alcuni decimetri di profondità dove, a seconda delle zone, vi possono essere le migliori condizioni di illuminazione necessarie al processo fotosintetico della pianta. E' considerata un elemento estremamente importante per la preservazione degli ecosistemi marini. La vasta estensione delle zone colonizzate, la stabilità nel tempo delle stesse, i dinamismi di crescita e la produzione di sostanza organica ed ossigeno della pianta costituiscono infatti un supporto prezioso per gli organismi animali e vegetali che vivono associati alla Posidonia. L'apparato radicale e la struttura stessa della pianta costituiscono un efficace strumento di difesa del fondale dai fenomeni di erosione, e così anche le foglie morte di Posidonia che si depositano sulle nostre spiagge hanno un ruolo importante nella preservazione del litorale.

La Posidonia oceanica viene pertanto ritenuta un efficace indicatore delle caratteristiche chimico fisiche delle acque e quindi delle buone condizioni ambientali. Preoccupa, di conseguenza, il fenomeno di regressione delle zone colonizzate che si registra da anni in vari settori del Mediterraneo, dovuto con probabilità alla sempre maggiore pressione delle attività antropiche: immissione di inquinanti, pesca a strascico, ancoraggi delle imbarcazioni da diporto ed in genere tutte le attività che insistono sui tratti costieri. Nell'ottica di una coscienza collettiva sempre più sensibile ai problemi ambientali e alla preservazione del territorio, la Posidonia oceanica viene oggi protetta e tutelata dalle normative europee (Direttive 92/43 Unione Europea) e nazionali (Decreto Legge n. 93 del 23/3/2001). Il litorale laziale a ridosso della città di Civitavecchia è una zona con un equilibrio ambientale estremamente delicato. La bellezza e la vocazione turistica del luogo convivono con realtà industriali importanti, quali la centrale termoelettrica Enel, le zone di stoccaggio idrocarburi e il porto di Civitavecchia, solo per citarne alcune. Per questa ragione, nel delineare i piani di sviluppo del territorio, la Pubblica Amministrazione locale dedica molte risorse ed energie alla preservazione delle caratteristiche ambientali dei luoghi.

In particolare, il Porto di Civitavecchia ha vissuto negli ultimi anni un periodo di profondo sviluppo e riqualificazione, con vari benefici per la comunità locale e della regione a livello di servizi e di economia, ma anche da un punto di vista ambientale. Ingenti opere sono oggi in fase di realizzazione all'interno della struttura portuale, fra cui l'allungamento dell'antemurale Cristoforo Colombo e la costruzione di due nuove darsene: Traghetti e Servizi.Al fine di limitare l'impatto ambientale delle opere di ampliamento del Porto, l'Autorità Portuale di Civitavecchia ha dunque disposto che trecentomila talee di Posidonia oceanica vengano prelevate fra le piante messe a rischio, nel tratto di litorale interessato dai futuri lavori, o in zone adiacenti, e reimpiantate nel tratto costiero fra Punta del Pecoraro e Santa Marinella.
 

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